Per un’azienda che vuole presidiare il web è importante ragionare in modo strategico, soprattutto quando si parla di contenuti. Non c’è spazio per l’improvvisazione, tanto meno per i classici e lunghi periodi di “intermittenza-latitanza-assenza” che iniziano pochi mesi dopo la messa online del primo sito web e si propagano per periodi indefiniti.
Un sito web, un profilo social, una campagna di advertising ha bisogno di continuità e pianificazione per rendere al meglio e portare i risultati sperati. E se stai pensando a come fare, quando si pone l'attenzione sui contenuti non si può non prescindere dalla costruzione di un piano editoriale. Cos'è? Uno strumento che ti permette di costruire il successo del tuo brand!
Cosa, quando e dove pubblicare online: ecco cos'è un piano editoriale, per dirla in parole semplici. Se vogliamo usare dei termini di paragone più metaforici potremmo dire diario di bordo, tabella di marcia, agenda appuntamenti ma la sostanza non cambia.
Un piano editoriale è pensato per pianificare i contenuti che devono essere pubblicati con regolarità nel blog aziendale e sui social network per raggiungere degli obiettivi strategici ben definiti.
Definire in anticipo gli argomenti da proporre, la frequenza di pubblicazione e i canali con i quali veicolare i tuoi contenuti è importante perché non solo ti consente di organizzare al meglio il lavoro senza perderti nel panico del classico “sono a corto di idee, cosa pubblico?” -che non è poco- ma ti consente di fissare degli appuntamenti con chi a deciso di seguire il tuo brand, fidelizzare i tuoi utenti!
Limitarsi ad essere in rete infatti non basta, bisogna farsi notare. Per essere scelti e, soprattutto, confermati nel tempo; per apparire autorevole e affidabile.
Pianificare un piano editoriale non significa sedersi alla scrivania, aprire Google Calendar e iniziare a collegare a caso degli argomenti nei diversi giorni della settimana, completando il planning di un intero mese in appena mezz'ora.
Per definire un vero piano editoriale bisogna prima trovare delle risposte a tre domande fondamentali, poi mettere in atto alcuni accorgimenti.
La definizione degli obiettivi è un passaggio fondamentale nella pianificazione del piano editoriale. Quali vuoi raggiungere prima e quali dopo per scandire al meglio tutte le tappe che portano al traguardo. Solo definendo gli obiettivi ai nastri di partenza potrai predisporre il tipo di comunicazione più giusta.
Vuoi aumentare le vendite o puntare sul servizio di assistenza clienti? Capirai bene che i contenuti da proporre in questi due casi di esempio sono molto differenti.
La definizione del target è legato alla definizione degli obiettivi e come accade nella prima fase strategica, quella che dà vita al tuo progetto, anche nella pianificazione del piano editoriale è importante conoscere le caratteristiche dei destinatari della tua comunicazione. È un target più generico o di nicchia? Territoriale o anagrafico? Come vedi tutto cambia… soprattutto nel tono di voce da usare!
Definiti obiettivi e target bisogna capire quali sono i canali di comunicazione giusti per veicolare i nostri contenuti. Blog, campagne di advertising, social network: ogni canale ha un suo linguaggio, un suo pubblico, le sue caratteristiche e le sue regole che devono essere rispettate.
Pianificare un piano editoriale significa definire dei contenuti personalizzati per ogni canale!
Una volta trovata la risposta a queste domande è tempo di aprire Calendar e pianificare il piano editoriale dei tuoi contenuti online. Cosa è importante tenere presente in questa fase?
Qui torniamo al concetto di intermittenza-latitanza-assenza che avevamo accennato a inizio articolo, quel periodo di assenza ingiustificata che molto spesso è la causa del fallimento più totale della comunicazione online.
Un blog, piuttosto che una pagina Facebook o un profilo Twitter che vengono aggiornati solo “quando c’è tempo” non potranno mai veicolare l’immagine di un’azienda autorevole, organizzata e affidabile.
È importante fissare una frequenza di pubblicazione -giornaliera, settimanale, mensile- che possa fungere da appuntamento fisso con i tuoi utenti. E una volta fissata occhio a non sgarrare!
La monotonia non piace a nessuno dunque la parola d’ordine è diversificazione dei contenuti e il piano editoriale serve moltissimo anche a questo.
Se decido gli argomenti da trattare “vivendo alla giornata” è molto difficile tenere traccia di quanto proposto ai miei followers e rischio, cosa molto antipatica, di riproporre argomenti già trattati o risultare troppo aggressivo nella mia comunicazione.
Un esempio? È consigliato mantenere un certo equilibrio tra fare promozione e fare informazione.
L’obiettivo principale di un blog o di un profilo social non è quello di vendere ma quello di portare traffico di qualità al nostro sito web, perché è lì che sono i nostri servizi e i nostri contatti.
È importante dunque nella pianificazione del piano editoriale individuare le keyword, le parole chiave di riferimento, che dovranno essere presenti nei nostri contenuti per favorire anche un migliore posizionamento in termini di risultati di ricerca in ottica Google.
Avete mai sentito parlare di UX (User Experience)? Quante volte navigando tra le pagine dei siti web avete imprecato per un percorso troppo lungo e macchinoso di un’operazione che poteva essere semplice e immediata, finendo per rinunciare e addirittura spegnere il pc. Quante volte vi siete persi nel labirinto di un sito web mentre stavate cercando qualcosa, senza riuscire ad andare avanti o tornare indietro. E magari avete pensato che la colpa fosse vostra, della vostra poca confidenza con gli strumenti informatici.
Oggi parliamo di social. Oggi parliamo di Twitter. Sì, perché non ci sono solo i siti web, le campagne di advertising e la SEO ad influenzare il successo di un’azienda sul web. Terreno fertile si trova anche nei social network, lì dove milioni di utenti circolano e sostano durante la giornata il più delle volte per svago. Ed è proprio lì che è possibile intercettare i bisogni dei consumatori 2.0, quelli dal web facile che ormai hanno abbandonato l’idea di prendere l’auto e fare un giro in negozio per guardare negli occhi il commesso dispensatore di buoni consigli.
Lo abbiamo detto tante volte, il web è uno strumento capace di allargare gli orizzonti di ogni tipo di business se fatto nel modo corretto e se sei un imprenditore che vuole emergere, espandersi e consolidare la sua posizione, non puoi ignorarlo perché oltre a non guadagnare… perdi!
Partiamo subito dall'inizio, partiamo con il dire cos'è una landing page. Una landing page è una pagina web, letteralmente pagina di atterraggio, progettata per rispondere in modo efficace ai bisogni di un target.
Il mondo dei social network non è solo svago, pettegolezzo e condivisione virale. Se usati in una corretta strategia di social marketing, per la tua azienda possono diventare terreno fertile di nuove opportunità.
Hai mai sentito parlare di parole chiave? Sono le più famose, in inglese, Keywords… e non sono altro che le parole che digitiamo su Google quando vogliamo trovare delle risposte alle nostre domande, informazioni su un determinato argomento o prodotto/servizio.
Oggi parliamo di Brand Awereness una parolina che fa parte del dizionario di base della lingua del web marketing e che è altrettanto importante quanto le più comuni SEO, Google Adwords, Social Media, User Experience e User Design.
Hai presente il passaparola? Non il giochino ma il diffondersi dello stato di soddisfazione, o insoddisfazione, di una certa esperienza sotto forma di consiglio… Ecco, quando pensi alla brand reputation pensa al passaparola.
C’è chi non lo prende in considerazione e chi, invece, ne approfitta ogni 3x2. Ci sono anche quelli che lo usano nel modo giusto, strategico, perché ne hanno capito perfettamente la funzione. Stiamo parlando dell’hashtag, la famosa etichetta che fino a poco tempo fa spopolava solo tra gli utenti di Twitter…
Sono ormai lontani i tempi in cui il ragioniere era costretto, carta e penna alla mano, ad aprire e chiudere mastrini contabili per la partita doppia; a protocollare preventivi, ordini e fatture su registri cartacei; a catalogare clienti e fornitori in pesanti faldoni.
Quant'è importante avere un sito web aziendale al giorno d’oggi lo sappiamo già. E se fai parte della piccolissima percentuale che ancora non lo sa – o finge di non saperlo - bastano poche parole per riassumere il concetto: tu non esisti, la tua azienda non esiste. Sul web, ovvio… ma oggi, nel 2018, il web è la piazza principale del mercato.
Molte volte sentiamo parlare - in modo errato - di SEO e SEM, come se l’uno escludesse l’altro. E invece no, perché la SEO non è altro che una delle attività della SEM.
Abbiamo già dato una definizione di e-mail marketing e spiegato a grandi linee quali sono gli step principali per integrarla in una strategia di web marketing di successo. Ora passiamo ai vantaggi che questo strumento porta con sé.
Sentiamo parlare di SEO - Search Engine Optimization - ovunque, della sua importanza nelle strategie di web marketing di un’azienda che mira a farsi spazio nel mercato del web; sappiamo che consiste nell'ottimizzazione di un sito web per i motori di ricerca, uno su tutti Google… ma come si fa la SEO?
Attenzione, chiariamo subito una cosa. Non basta mettersi davanti al pc e iniziare a mandare e-mail alla cieca con contenuti promozionali.
Cos'è il web marketing? In poche parole potremmo definirlo come il marketing tradizionale applicato ai canali web. Non solo, semplice, pubblicità su Internet dunque.