Chi quando si parla di Google non pensa a un colosso informatico, un’azienda di successo che non conosce il sapore amaro della sconfitta. Ma la verità è una sola: non tutte le ciambelle escono col buco!
Nei suoi 20 anni di vita Big G ha sì realizzato progetti innovativi che hanno contribuito a farlo crescere in maniera esponenziale ma non è sempre stato così. Anche i migliori sbagliano e Google non è immune agli errori.
Volete qualche esempio? Basta guardare quello che sul web viene proposto da molti come il cimitero di Google, dove sono sepolti tutti i progetti "googliani" che non hanno mai visto la luce del successo. In tutto sono 44 ma ve ne riportiamo alla memoria alcuni tra i più conosciuti.
Uno dei settori in cui Google non è ancora riuscito a sfondare è il mondo social e il “logout” di Google+. Dopo soli 7 anni dal suo lancio il social che doveva essere il primo concorrente di Facebook ha chiuso i battenti dopo la scoperta del clamoroso bug sulla privacy e l’amara consapevolezza di un coinvolgimento degli utenti praticamente nullo.
Doveva essere un sistema avanzato per la gestione delle email e invece anche Inbox è destinato a passar a miglior vita. Verrà ricordato come un semplice banco di prova per l’ormai celebre Gmail che ne raccoglie alcune funzionalità, una tra tutte, quella che consente di programmare l’invio delle email o annullarne l’invio entro dieci secondi.
Non era un programma open source ma aveva comunque il suo numero di estimatori, soprattutto fotografi amatoriali, grazie alla sua compatibilità con i diversi sistemi operativi.
Acquistato nel 2004 dall’azienda Lifescape, Picasa è divenuto un banco di prova per il suo successore Google Foto prima di essere cestinato in modo definitivo nel maggio del 2016.
Google ha provato a competere anche con Whatsapp, ma senza riuscirci. E la chiusura a marzo 2019 di Google Allo -l’app di messaggistica istantanea lanciata nel 2016- ne è la prova. I motivi? Il più classico, lo scarso appeal nei confronti degli utenti.
Chi si ricorda di Google Reader? Pochissimi, forse solo gli appassionati lettori di blog. Un aggregatore RSS, tra i più utilizzati nel 2005, che permetteva di leggere i contenuti dei blog online ma anche offline.
La moda però cambia, si evolve, così come le abitudini degli utenti e il colpo di grazie arriva con l’ingresso sul mercato degli smartphone che iniziano ad oscurare definitivamente i feed RSS. Google decide di chiudere la bottega di Reader nel 2013 dopo un calo drastico dei numeri che l’avevano resa popolare.
Avete mai sentito parlare di UX (User Experience)? Quante volte navigando tra le pagine dei siti web avete imprecato per un percorso troppo lungo e macchinoso di un’operazione che poteva essere semplice e immediata, finendo per rinunciare e addirittura spegnere il pc. Quante volte vi siete persi nel labirinto di un sito web mentre stavate cercando qualcosa, senza riuscire ad andare avanti o tornare indietro. E magari avete pensato che la colpa fosse vostra, della vostra poca confidenza con gli strumenti informatici.
Oggi parliamo di social. Oggi parliamo di Twitter. Sì, perché non ci sono solo i siti web, le campagne di advertising e la SEO ad influenzare il successo di un’azienda sul web. Terreno fertile si trova anche nei social network, lì dove milioni di utenti circolano e sostano durante la giornata il più delle volte per svago. Ed è proprio lì che è possibile intercettare i bisogni dei consumatori 2.0, quelli dal web facile che ormai hanno abbandonato l’idea di prendere l’auto e fare un giro in negozio per guardare negli occhi il commesso dispensatore di buoni consigli.
Lo abbiamo detto tante volte, il web è uno strumento capace di allargare gli orizzonti di ogni tipo di business se fatto nel modo corretto e se sei un imprenditore che vuole emergere, espandersi e consolidare la sua posizione, non puoi ignorarlo perché oltre a non guadagnare… perdi!
Partiamo subito dall'inizio, partiamo con il dire cos'è una landing page. Una landing page è una pagina web, letteralmente pagina di atterraggio, progettata per rispondere in modo efficace ai bisogni di un target.
Il mondo dei social network non è solo svago, pettegolezzo e condivisione virale. Se usati in una corretta strategia di social marketing, per la tua azienda possono diventare terreno fertile di nuove opportunità.
Hai mai sentito parlare di parole chiave? Sono le più famose, in inglese, Keywords… e non sono altro che le parole che digitiamo su Google quando vogliamo trovare delle risposte alle nostre domande, informazioni su un determinato argomento o prodotto/servizio.
Oggi parliamo di Brand Awereness una parolina che fa parte del dizionario di base della lingua del web marketing e che è altrettanto importante quanto le più comuni SEO, Google Adwords, Social Media, User Experience e User Design.
Hai presente il passaparola? Non il giochino ma il diffondersi dello stato di soddisfazione, o insoddisfazione, di una certa esperienza sotto forma di consiglio… Ecco, quando pensi alla brand reputation pensa al passaparola.
C’è chi non lo prende in considerazione e chi, invece, ne approfitta ogni 3x2. Ci sono anche quelli che lo usano nel modo giusto, strategico, perché ne hanno capito perfettamente la funzione. Stiamo parlando dell’hashtag, la famosa etichetta che fino a poco tempo fa spopolava solo tra gli utenti di Twitter…
Sono ormai lontani i tempi in cui il ragioniere era costretto, carta e penna alla mano, ad aprire e chiudere mastrini contabili per la partita doppia; a protocollare preventivi, ordini e fatture su registri cartacei; a catalogare clienti e fornitori in pesanti faldoni.
Quant'è importante avere un sito web aziendale al giorno d’oggi lo sappiamo già. E se fai parte della piccolissima percentuale che ancora non lo sa – o finge di non saperlo - bastano poche parole per riassumere il concetto: tu non esisti, la tua azienda non esiste. Sul web, ovvio… ma oggi, nel 2018, il web è la piazza principale del mercato.
Molte volte sentiamo parlare - in modo errato - di SEO e SEM, come se l’uno escludesse l’altro. E invece no, perché la SEO non è altro che una delle attività della SEM.
Abbiamo già dato una definizione di e-mail marketing e spiegato a grandi linee quali sono gli step principali per integrarla in una strategia di web marketing di successo. Ora passiamo ai vantaggi che questo strumento porta con sé.
Sentiamo parlare di SEO - Search Engine Optimization - ovunque, della sua importanza nelle strategie di web marketing di un’azienda che mira a farsi spazio nel mercato del web; sappiamo che consiste nell'ottimizzazione di un sito web per i motori di ricerca, uno su tutti Google… ma come si fa la SEO?
Attenzione, chiariamo subito una cosa. Non basta mettersi davanti al pc e iniziare a mandare e-mail alla cieca con contenuti promozionali.
Cos'è il web marketing? In poche parole potremmo definirlo come il marketing tradizionale applicato ai canali web. Non solo, semplice, pubblicità su Internet dunque.