Le aziende sul web si dividono in tre categorie: quelle che sono ovunque, quelle che non sono da nessuna parte e quelle che sono presenti solo su alcuni canali.
A quale categorie si rivolge questo post blog? A tutte e tre… perché un’azienda può fare social media marketing nel modo sbagliato e avere più risultati negativi di chi sui social non è presente. In parole povere: se non ci sei stai perdendo un’opportunità per entrare in contatto con nuovi potenziali clienti, se sei nel posto sbagliato oltre a non acquistarne dei nuovi sei destinato a perdere anche i vecchi clienti.
Ma quale canale social scegliere per la tua azienda? La scelta va calibrata in base a quello che è il tuo target e a quelli che sono i tuoi obiettivi.
Se moltissime aziende sono su Facebook un perché ci sarà . E non solo perché è stato uno dei primi canali social.
Il target è eterogeneo, gli utenti attivi sono miliardi e le funzionalità messe a disposizione da Zuckerberg negli anni sono molteplici. Contatti diretti con gli utenti attraverso le chat, sistema di recensioni per valutare prodotti e servizi, possibilità di attivare delle campagne di marketing mirate per colpire un target ben definito senza sprecare risorse inutili.
Un social completo insomma, che difficilmente può essere scartato in una strategia di social media marketing.
Twitter è il social per pochi. Si fa per dire per pochi con il suo tasso di utenti attivi mensili che supera i 300 milioni… ma è un social di nicchia rispetto a Facebook e con caratteristiche ben precise.
Twitter è il social dei contenuti e del botta e risposta. Se un utente decide di fare un giro sul profilo Twitter della tua azienda si aspetta di trovare delle notizie sempre fresche, con contenuti interessanti e con un tempo di risposta alle sue domande in tempo reale. Insomma, se vuoi vendere pizza su Twitter devi farlo in un certo modo, altrimenti meglio lasciar perdere.
Se la strategia della tua azienda è quella di parlare attraverso le immagini, Instagram è il social che non deve mancare. Usato moltissimo nei settori food, moda e travel, è uno strumento potentissimo per quelle aziende che sono capaci di creare contenuti visivi.
Attenzione però, come è facile intuire Instagram ha un pubblico prettamente giovane, un aspetto da non sottovalutare quando bisogna decidere se attraccare o meno su questo social.
LinkedIn è un social ma non solo: Linkedin è la più grande piattaforma di networking professionale. Chi si iscrive su Linkedin? Chi vuole creare una rete professionale.
Ma non basta aprire una pagina personale/aziendale e inserire il curriculum: su Linkedin per creare connessioni con altri professionisti e farsi notare è importante partecipare alle community e ai gruppi di settore. Parola d’ordine, interagire.
Non sapevate che Youtube fosse un social? Youtube da sempre è il re dei video e in una strategia di marketing, si sa, oggi i contenuti video sono importanti. Basta pensare ai classici tutorial o alle recensioni tecniche dei prodotti, fino allo storytelling promozionale.
Se nella vostra strategia marketing i contenuti video sono una componente dominante, Youtube è un canale da prendere in considerazione per aumentare la visibilità dei vostri contenuti.
Avete mai sentito parlare di UX (User Experience)? Quante volte navigando tra le pagine dei siti web avete imprecato per un percorso troppo lungo e macchinoso di un’operazione che poteva essere semplice e immediata, finendo per rinunciare e addirittura spegnere il pc. Quante volte vi siete persi nel labirinto di un sito web mentre stavate cercando qualcosa, senza riuscire ad andare avanti o tornare indietro. E magari avete pensato che la colpa fosse vostra, della vostra poca confidenza con gli strumenti informatici.
Oggi parliamo di social. Oggi parliamo di Twitter. Sì, perché non ci sono solo i siti web, le campagne di advertising e la SEO ad influenzare il successo di un’azienda sul web. Terreno fertile si trova anche nei social network, lì dove milioni di utenti circolano e sostano durante la giornata il più delle volte per svago. Ed è proprio lì che è possibile intercettare i bisogni dei consumatori 2.0, quelli dal web facile che ormai hanno abbandonato l’idea di prendere l’auto e fare un giro in negozio per guardare negli occhi il commesso dispensatore di buoni consigli.
Lo abbiamo detto tante volte, il web è uno strumento capace di allargare gli orizzonti di ogni tipo di business se fatto nel modo corretto e se sei un imprenditore che vuole emergere, espandersi e consolidare la sua posizione, non puoi ignorarlo perché oltre a non guadagnare… perdi!
Partiamo subito dall'inizio, partiamo con il dire cos'è una landing page. Una landing page è una pagina web, letteralmente pagina di atterraggio, progettata per rispondere in modo efficace ai bisogni di un target.
Il mondo dei social network non è solo svago, pettegolezzo e condivisione virale. Se usati in una corretta strategia di social marketing, per la tua azienda possono diventare terreno fertile di nuove opportunità .
Hai mai sentito parlare di parole chiave? Sono le più famose, in inglese, Keywords… e non sono altro che le parole che digitiamo su Google quando vogliamo trovare delle risposte alle nostre domande, informazioni su un determinato argomento o prodotto/servizio.
Oggi parliamo di Brand Awereness una parolina che fa parte del dizionario di base della lingua del web marketing e che è altrettanto importante quanto le più comuni SEO, Google Adwords, Social Media, User Experience e User Design.
Hai presente il passaparola? Non il giochino ma il diffondersi dello stato di soddisfazione, o insoddisfazione, di una certa esperienza sotto forma di consiglio… Ecco, quando pensi alla brand reputation pensa al passaparola.
C’è chi non lo prende in considerazione e chi, invece, ne approfitta ogni 3x2. Ci sono anche quelli che lo usano nel modo giusto, strategico, perché ne hanno capito perfettamente la funzione. Stiamo parlando dell’hashtag, la famosa etichetta che fino a poco tempo fa spopolava solo tra gli utenti di Twitter…
Sono ormai lontani i tempi in cui il ragioniere era costretto, carta e penna alla mano, ad aprire e chiudere mastrini contabili per la partita doppia; a protocollare preventivi, ordini e fatture su registri cartacei; a catalogare clienti e fornitori in pesanti faldoni.
Quant'è importante avere un sito web aziendale al giorno d’oggi lo sappiamo già . E se fai parte della piccolissima percentuale che ancora non lo sa – o finge di non saperlo - bastano poche parole per riassumere il concetto: tu non esisti, la tua azienda non esiste. Sul web, ovvio… ma oggi, nel 2018, il web è la piazza principale del mercato.
Molte volte sentiamo parlare - in modo errato - di SEO e SEM, come se l’uno escludesse l’altro. E invece no, perché la SEO non è altro che una delle attività della SEM.
Abbiamo già dato una definizione di e-mail marketing e spiegato a grandi linee quali sono gli step principali per integrarla in una strategia di web marketing di successo. Ora passiamo ai vantaggi che questo strumento porta con sé.
Sentiamo parlare di SEO - Search Engine Optimization - ovunque, della sua importanza nelle strategie di web marketing di un’azienda che mira a farsi spazio nel mercato del web; sappiamo che consiste nell'ottimizzazione di un sito web per i motori di ricerca, uno su tutti Google… ma come si fa la SEO?
Attenzione, chiariamo subito una cosa. Non basta mettersi davanti al pc e iniziare a mandare e-mail alla cieca con contenuti promozionali.
Cos'è il web marketing? In poche parole potremmo definirlo come il marketing tradizionale applicato ai canali web. Non solo, semplice, pubblicità su Internet dunque.