Quanto è importante per una pizzeria di Milano comparire tra i risultati di ricerca di una query “Pizzerie a Roma”? Nessuna se non riesce nemmeno a comparire in SERP nelle ricerche della sua zona!
Se siete ancora titubanti sulla necessità di fare attività SEO per il vostro sito web cercate di rassegnarvi all'idea che oggi il marketing tradizionale sta perdendo quota e che una grandissima fetta di consumatori ormai acquista solo sul web. Agli altri rimangono solo le briciole, delle briciole.
E cosa bisogna fare per essere presenti sul web? Un sito web non serve a nulla se non è capace di farsi notare e per farlo ha due strade: la via organica della SEO (con tutto il lavoraccio che c’è dietro!) e quella della campagne di marketing che danno la massima visibilità con uno sforzo “minimo” ma durano giusto il tempo di un bonifico a Facebook e Google.
Bene, oggi dunque torniamo a parlare di risultati organici, di SEO, e lo facciamo puntando l’attenzione sulla local SEO e le ricerche geo-localizzate.
Partiamo dal presupposto che ad oggi la ricerca organica (la semplice ricerca su Google per intenderci) rimane la maggiore fonte di traffico per i siti web, quindi se vuoi vendere devi essere nello stesso posto in cui sono i tuoi potenziali clienti: i motori di ricerca! E devi farti trovare.
Questo vale in generale quando si parla di SEO ma diventa fondamentale nel momento in cui gli utenti decidono di fare una ricerca geolocalizzata, legata a un posto ben preciso o in una particolare zona.
Ecco dunque la necessità di fare local SEO, ovvero attuare una strategia di marketing con l’obiettivo di posizionare il vostro sito web sui motori di ricerca in forma localizzata, per apparire subito davanti agli occhi di chi cerca il tuo prodotto/servizio.
È facile intuire come l’esigenza di attuare una strategia di local SEO possa tocca in modo diverso le diverse attività imprenditoriali: “l’obbligo” di sfruttare le ricerche geolocalizzate tocca infatti in modo particolare tutte quelle attività che possono offrire il proprio servizio o prodotto in modo esclusivo su un determinato territorio, quindi strutture come hotel, B&B, agriturismi, ristoranti, pizzerie, bar, palestre o professionisti come medici, veterinari, avvocati…

Abbiamo detto che la local SEO non è altro che l’ottimizzazione di un sito web per i motori di ricerca in forma localizzata, ma anche se l’obiettivo è ristretto rispetto all'immensità del web il modo di operare, quando si parla di SEO, verte sempre su due campi principali: la SEO Off site e la SEO on site. Partiamo dalla prima.
La SEO locale off site è quella che interviene all'esterno del sito web e si basa su uno strumento in particolare, indispensabile per promuovere un’attività locale, Google My Business.
Google My Business è un servizio gratuito, offerto da Mountain View, che permette di inserire la tua attività nelle mappe di Google e creare una scheda riassuntiva in cui è possibile aggiungere informazioni utili per i potenziali clienti (indirizzo, riferimenti telefonici, orari di apertura, link al sito web) e piccole gallery.
Per fare local SEO non basta affidarsi a Google My Business ma bisogna intervenire anche sulla struttura e sui contenuti del sito web.
Gli accorgimenti da seguire infatti sono gli stessi che si mettono in pratica in un lavoro di SEO generica on site, con la sola differenza di una netta “rivendicazione del territorio”:
Ricapitoliamo? Fare SEO local è un modo per dare la giusta visibilità alla tua azienda a carattere locale e promuovere i tuoi prodotti/servizi in una zona geografica ben precisa. Dopotutto anche se fai pizze da asporto a Milano... prima che arrivi a Roma sarà comunque sempre troppo fredda!
Avete mai sentito parlare di UX (User Experience)? Quante volte navigando tra le pagine dei siti web avete imprecato per un percorso troppo lungo e macchinoso di un’operazione che poteva essere semplice e immediata, finendo per rinunciare e addirittura spegnere il pc. Quante volte vi siete persi nel labirinto di un sito web mentre stavate cercando qualcosa, senza riuscire ad andare avanti o tornare indietro. E magari avete pensato che la colpa fosse vostra, della vostra poca confidenza con gli strumenti informatici.
Oggi parliamo di social. Oggi parliamo di Twitter. Sì, perché non ci sono solo i siti web, le campagne di advertising e la SEO ad influenzare il successo di un’azienda sul web. Terreno fertile si trova anche nei social network, lì dove milioni di utenti circolano e sostano durante la giornata il più delle volte per svago. Ed è proprio lì che è possibile intercettare i bisogni dei consumatori 2.0, quelli dal web facile che ormai hanno abbandonato l’idea di prendere l’auto e fare un giro in negozio per guardare negli occhi il commesso dispensatore di buoni consigli.
Lo abbiamo detto tante volte, il web è uno strumento capace di allargare gli orizzonti di ogni tipo di business se fatto nel modo corretto e se sei un imprenditore che vuole emergere, espandersi e consolidare la sua posizione, non puoi ignorarlo perché oltre a non guadagnare… perdi!
Partiamo subito dall'inizio, partiamo con il dire cos'è una landing page. Una landing page è una pagina web, letteralmente pagina di atterraggio, progettata per rispondere in modo efficace ai bisogni di un target.
Il mondo dei social network non è solo svago, pettegolezzo e condivisione virale. Se usati in una corretta strategia di social marketing, per la tua azienda possono diventare terreno fertile di nuove opportunità.
Hai mai sentito parlare di parole chiave? Sono le più famose, in inglese, Keywords… e non sono altro che le parole che digitiamo su Google quando vogliamo trovare delle risposte alle nostre domande, informazioni su un determinato argomento o prodotto/servizio.
Oggi parliamo di Brand Awereness una parolina che fa parte del dizionario di base della lingua del web marketing e che è altrettanto importante quanto le più comuni SEO, Google Adwords, Social Media, User Experience e User Design.
Hai presente il passaparola? Non il giochino ma il diffondersi dello stato di soddisfazione, o insoddisfazione, di una certa esperienza sotto forma di consiglio… Ecco, quando pensi alla brand reputation pensa al passaparola.
C’è chi non lo prende in considerazione e chi, invece, ne approfitta ogni 3x2. Ci sono anche quelli che lo usano nel modo giusto, strategico, perché ne hanno capito perfettamente la funzione. Stiamo parlando dell’hashtag, la famosa etichetta che fino a poco tempo fa spopolava solo tra gli utenti di Twitter…
Sono ormai lontani i tempi in cui il ragioniere era costretto, carta e penna alla mano, ad aprire e chiudere mastrini contabili per la partita doppia; a protocollare preventivi, ordini e fatture su registri cartacei; a catalogare clienti e fornitori in pesanti faldoni.
Quant'è importante avere un sito web aziendale al giorno d’oggi lo sappiamo già. E se fai parte della piccolissima percentuale che ancora non lo sa – o finge di non saperlo - bastano poche parole per riassumere il concetto: tu non esisti, la tua azienda non esiste. Sul web, ovvio… ma oggi, nel 2018, il web è la piazza principale del mercato.
Molte volte sentiamo parlare - in modo errato - di SEO e SEM, come se l’uno escludesse l’altro. E invece no, perché la SEO non è altro che una delle attività della SEM.
Abbiamo già dato una definizione di e-mail marketing e spiegato a grandi linee quali sono gli step principali per integrarla in una strategia di web marketing di successo. Ora passiamo ai vantaggi che questo strumento porta con sé.
Sentiamo parlare di SEO - Search Engine Optimization - ovunque, della sua importanza nelle strategie di web marketing di un’azienda che mira a farsi spazio nel mercato del web; sappiamo che consiste nell'ottimizzazione di un sito web per i motori di ricerca, uno su tutti Google… ma come si fa la SEO?
Attenzione, chiariamo subito una cosa. Non basta mettersi davanti al pc e iniziare a mandare e-mail alla cieca con contenuti promozionali.
Cos'è il web marketing? In poche parole potremmo definirlo come il marketing tradizionale applicato ai canali web. Non solo, semplice, pubblicità su Internet dunque.