Lo smartworking si sta rivelando uno strumento davvero fondamentale in un periodo tanto particolare.
Aziende, professionisti, piccoli imprenditori e freelance ricorrono sempre di più a soluzioni di live streaming e videoconferenze per mantenere alta la produttività o offrire/reinventare nuovi servizi.
Quali sono, allora, le soluzioni software più efficaci da adottare?
La risposta è, prevedibilmente, "dipende dalle esigenze". E dai propri obiettivi.
Ecco i nostri consigli:
Lo avrete sicuramente sentito almeno nominare. Zoom è un'ottima soluzione, facile da implementare e cross-platform. Potrete realizzare con pochi passaggi delle dirette con più partecipanti utilizzando anche dispositivi misti (pc, smartphone, tablet). Tante funzionalità per una regia e una gestione grafica flessibile, rapida e pulita.
Anche se esiste un piano free, consideratela una soluzione a pagamento. La versione paid-free (max 40min e altre limitazioni) è, a nostro avviso, troppo restrittiva anche per usi "semi-professionali". Occhio però alle problematiche di sicurezza emerse in questi ultimi giorni.
✔️Pro: Stabile, intuitivo, rapido
❌Contro: Piano free decisamente striminzito
👉 Consigliato a: tutti coloro che hanno bisogno di fare sul serio e cercano versatilità e assistenza.
🏙️ zoom.us
Similmente a Zoom, si propone di essere una suite che raggruppa una serie di strumenti utili per lo #smartwork. Trattandosi di un progetto nuovo, non è ancora completamente maturo ma vanta una buona intuitività, buone performance ed è disponibile in maniera completamente gratuita. Disponibile per dispositivi desktop e mobile.
✔️Pro: Abbastanza semplice, tante funzionalità, completamente gratuito (per ora), stand-alone
❌Contro: Ancora un po' acerbo, supporto e community limitati
👉Consigliato a: Chi vuole avvicinarsi allo smartworking o desidera testare nuove modalità per erogare i propri servizi in semplicità senza preoccuparsi troppo del budget.
uno strumento software open-source potente e versatile. Consente di fare un'infinità di cose ma richiede un minimo di apprendimento per poterlo padroneggiare a dovere.
✔️Pro: Potente e versatile, cross-platform, open-source, stand-alone
❌Contro: Non per tutti, la configurazione e l'uso possono risultare un po' ostici, soprattutto quando sono coinvolti dispositivi di tipologia differente. A differenza delle precedenti, deve appoggiarsi ad un servizio di livestreaming (come Youtube)
👉 Consigliato a: chi ha bisogno di una soluzione solida ed affidabile e che non teme di scatenare il nerd che ha racchiuso nell'anima. Ottimo anche per coloro che amano le sfide e non rifuggono piccole dosi "di studio" per poterlo comprendere appieno.
Fuori "classifica" perché non considerabili software per "videoconferenze/streaming" nel senso stretto del termine:
Meet è un must soprattutto per la didattica a distanza e fa parte della suite GSuite - la versione premium che racchiude molti degli strumenti free di Google (con funzionalità estese) che già conosciamo/utilizziamo.
Hangout Meet è accessibile unicamente a pagamento, anche se Google lo ha reso temporaneamente disponibile gratuitamente per le scuole. L'accesso e l'app per gli spettatori sono gratuite, per un'estrema facilità di utilizzo a marchio Big G.
Hangout è la versione free, cross-platform e potente ma adatta solo alle videocall one-to-one.
Naturalmente GSuite è disponibile anche in versione premium come piattaforma smart per aziende e PMI.
Lo conoscete già. Non consente nativamente delle live multi-utente ma resta una soluzione ottima (probabilmente la migliore), super semplice e super veloce per chi desidera cimentarsi in livestreaming singole.
Completamente gratuita, con il suo Creator Studio - oggi ridisegnato con una nuova versione - ha tutto il necessario che ogni divulgatore in erba o novello anchorman può desiderare con la possibilità di raggiungere risultati davvero importanti nonostante la gratuità.
Attenzione però, oltre all'apertura del canale, dovrete svolgere un'apposita procedura per richiedere la possibilità di trasmettere in live.
Avete mai sentito parlare di UX (User Experience)? Quante volte navigando tra le pagine dei siti web avete imprecato per un percorso troppo lungo e macchinoso di un’operazione che poteva essere semplice e immediata, finendo per rinunciare e addirittura spegnere il pc. Quante volte vi siete persi nel labirinto di un sito web mentre stavate cercando qualcosa, senza riuscire ad andare avanti o tornare indietro. E magari avete pensato che la colpa fosse vostra, della vostra poca confidenza con gli strumenti informatici.
Oggi parliamo di social. Oggi parliamo di Twitter. Sì, perché non ci sono solo i siti web, le campagne di advertising e la SEO ad influenzare il successo di un’azienda sul web. Terreno fertile si trova anche nei social network, lì dove milioni di utenti circolano e sostano durante la giornata il più delle volte per svago. Ed è proprio lì che è possibile intercettare i bisogni dei consumatori 2.0, quelli dal web facile che ormai hanno abbandonato l’idea di prendere l’auto e fare un giro in negozio per guardare negli occhi il commesso dispensatore di buoni consigli.
Lo abbiamo detto tante volte, il web è uno strumento capace di allargare gli orizzonti di ogni tipo di business se fatto nel modo corretto e se sei un imprenditore che vuole emergere, espandersi e consolidare la sua posizione, non puoi ignorarlo perché oltre a non guadagnare… perdi!
Partiamo subito dall'inizio, partiamo con il dire cos'è una landing page. Una landing page è una pagina web, letteralmente pagina di atterraggio, progettata per rispondere in modo efficace ai bisogni di un target.
Il mondo dei social network non è solo svago, pettegolezzo e condivisione virale. Se usati in una corretta strategia di social marketing, per la tua azienda possono diventare terreno fertile di nuove opportunità.
Hai mai sentito parlare di parole chiave? Sono le più famose, in inglese, Keywords… e non sono altro che le parole che digitiamo su Google quando vogliamo trovare delle risposte alle nostre domande, informazioni su un determinato argomento o prodotto/servizio.
Oggi parliamo di Brand Awereness una parolina che fa parte del dizionario di base della lingua del web marketing e che è altrettanto importante quanto le più comuni SEO, Google Adwords, Social Media, User Experience e User Design.
Hai presente il passaparola? Non il giochino ma il diffondersi dello stato di soddisfazione, o insoddisfazione, di una certa esperienza sotto forma di consiglio… Ecco, quando pensi alla brand reputation pensa al passaparola.
C’è chi non lo prende in considerazione e chi, invece, ne approfitta ogni 3x2. Ci sono anche quelli che lo usano nel modo giusto, strategico, perché ne hanno capito perfettamente la funzione. Stiamo parlando dell’hashtag, la famosa etichetta che fino a poco tempo fa spopolava solo tra gli utenti di Twitter…
Sono ormai lontani i tempi in cui il ragioniere era costretto, carta e penna alla mano, ad aprire e chiudere mastrini contabili per la partita doppia; a protocollare preventivi, ordini e fatture su registri cartacei; a catalogare clienti e fornitori in pesanti faldoni.
Quant'è importante avere un sito web aziendale al giorno d’oggi lo sappiamo già. E se fai parte della piccolissima percentuale che ancora non lo sa – o finge di non saperlo - bastano poche parole per riassumere il concetto: tu non esisti, la tua azienda non esiste. Sul web, ovvio… ma oggi, nel 2018, il web è la piazza principale del mercato.
Molte volte sentiamo parlare - in modo errato - di SEO e SEM, come se l’uno escludesse l’altro. E invece no, perché la SEO non è altro che una delle attività della SEM.
Abbiamo già dato una definizione di e-mail marketing e spiegato a grandi linee quali sono gli step principali per integrarla in una strategia di web marketing di successo. Ora passiamo ai vantaggi che questo strumento porta con sé.
Sentiamo parlare di SEO - Search Engine Optimization - ovunque, della sua importanza nelle strategie di web marketing di un’azienda che mira a farsi spazio nel mercato del web; sappiamo che consiste nell'ottimizzazione di un sito web per i motori di ricerca, uno su tutti Google… ma come si fa la SEO?
Attenzione, chiariamo subito una cosa. Non basta mettersi davanti al pc e iniziare a mandare e-mail alla cieca con contenuti promozionali.
Cos'è il web marketing? In poche parole potremmo definirlo come il marketing tradizionale applicato ai canali web. Non solo, semplice, pubblicità su Internet dunque.